Il Signore vi dia pace!

Abbiamo appena celebrato l’Assemblea generale elettiva, che è il nostro Capitolo delle Stuoie, e i nostri fratelli che vi hanno rappresentato hanno voluto affidare a me la guida della nostra Famiglia spirituale per il prossimo sessennio. Li ringrazio di tanta fiducia, sicuramente superiore ai miei meriti, se pure ve ne fossero.

Ho accettato solo per spirito di povertà e di obbedienza, senza ambizioni ma non senza remore interiori, sentendomi del tutto inadeguato a portare il carico della cura fraterna di ognuno di voi. Ho accettato facendo affidamento sulla vostra preghiera e sulla vostra comprensione e nella fiducia che questa è la volontà di Dio, il quale spesso si serve di ciò che è debole e conta poco per manifestare la grandezza e la tenerezza del suo amore.   

Ribadisco quanto ho già dichiarato davanti all’Assemblea: in qualunque momento dovesse apparire chiaro che il mio servizio non giova o è di scarsa utilità per l’Istituto, benedico fin d’ora chi me lo farebbe capire; come con francescana letizia mi accingo ad assumere il compito a cui sono stato chiamato, con uguale se non più grande letizia lo rimetterei senza esitazioni nelle mani di chi me lo ha voluto affidare.

Un grande abbraccio di gratitudine voglio rivolgere a don Francesco, che per me resta un luminoso esempio da imitare, una delle persone che più ho ammirato nell’Istituto dopo il carissimo don Angelo Mazzarone.

Sono contento e incoraggiato dall’ottimo Consiglio che l’Assemblea ha voluto affiancarmi:
•    don Pierangelo Laurenti, che continuerà a portare la responsabilità della formazione permanente;
•    don Lucio Greco, a cui resta la responsabilità della circolare e del sito informatico, straordinari strumenti per mantenere vivi i nostri rapporti nella diaspora nella quale ci colloca la nostra secolarità;
•    don Lucio Sembrano, la cui multiforme ricchezza di doni lo renderà di grande aiuto un po’ a tutte le diverse commissioni, ma che in particolare mi coadiuverà nel mantenere costanti i rapporti con i fratelli non italiani, visto il galoppante procedere del processo di internazionalizzazione dell’Istituto;
•    don Gianluca Bellusci, che collaborerà con don Pierangelo nella commissione per la formazione permanente con il compito specifico si seguire da vicino l’attuazione del programma di lavoro;
•    don Giuseppe Satriano, che si cimenterà sul terreno di una nuova commissione voluta dall’Assemblea e mirata a incentivare la comunicazione e le relazioni all’interno dell’Istituto;
•    don Salvatore Caramagno, che si prenderà cura dei candidati e della formazione iniziale alla vita dell’Istituto;
•    don Giuseppe Conti, che si farà carico dell’organizzazione dei nostri corsi di esercizi spirituali, esperienza vitale della nostra comunità vocazionale e insostituibile investimento formativo;
•    don Antonio Montinaro, che mi succederà nell’onerosa fatica del segretario e dell’amministratore.

Questi fratelli sono per me un dono e una grazia preziosissimi, per cui non finirò mai di rendere lode a Dio: li ringrazio perché, nonostante il carico di responsabilità pastorali, hanno accettato di collaborare con me in questo tratto di strada che lo Spirito vorrà aprirci davanti.

Una particolare vicinanza voglio esprimere ai fratelli che nel corpo o nello spirito portano le stimmate di Gesù crocifisso: sono la parte migliore della nostra Famiglia, il nostro deposito di grazia e di benedizione.

Tutto questo si colloca dentro quell’essere al servizio del Regno, che rappresenta il senso di ciò che siamo e di ciò che facciamo. Lo spirito di san Francesco e il cuore materno di Maria, nostra Madre e compagna di viaggio, ci aiutino a sapervi servire con amore e solo per amore.

A tutti un cordiale, fraterno, calorosissimo abbraccio.

Giuliano